Non solo un festival. Un atto di riconoscimento. Il Milazzo Film Festival Attor Studio chiude la sua dodicesima edizione con una promessa rinnovata: mettere l’interprete al centro, prima del personaggio. E il cinema italiano risponde, sempre più presente
E’ il primo festival in Italia che non parte dal film. Parte dall’attore. Dalla persona che abita il personaggio, dalla storia che precede il copione, dalla passione che non finisce quando si spengono le luci sul set. È il Milazzo Film Festival — giunto quest’anno alla sua dodicesima edizione — e il fatto che stia diventando un punto di riferimento nel panorama nazionale non è un caso: è il risultato di una scelta precisa, coraggiosa, e sempre più riconosciuta.
“Riconoscere il valore dell’attore e parlare della sua passione, conoscendo le persone dietro ai personaggi.” Una frase che racchiude il successo di persone come Antonio Napoli, Marco Vitale e Antonio Nunzio Isgrò dell’Associazione L’Altra Milazzo — ideatrice e organizzatrice del Festival — e poche righe per descrivere la filosofia di una kermesse che non assomiglia a nessun’altra. Non un red carpet, non una sfilata di titoli. Un incontro. Umano, prima che cinematografico.
“Un festival che parte dallo studio sull’attore, non solo sul prodotto finale.” Monica Guerritore — ospite della terza serata, voce e presenza che non hanno bisogno di presentazioni — ha colto e restituito questo spirito con la chiarezza di chi il mestiere dell’attore lo conosce dall’interno. Ha apprezzato, ha detto, la rarità di un festival che mette al centro lo studio sull’interprete, non il prodotto finito. Un approccio che lei stessa pratica con rigore: attrice di lungo corso, scrittrice, e ora regista con il film “Anna” (2025), in cui porta sullo schermo una Anna Magnani fedele a se stessa — stessa forza, stessa verità, stessa capacità di bruciare lo schermo che valse all’originale il premio Oscar.






L’edizione 2026 ha segnato una svolta visibile anche nei nomi. Il Festival ha accolto volti tra i più amati del cinema e dell’intrattenimento italiano, che hanno ricevuto l’Excellence Acting Award — il premio simbolo della manifestazione, assegnato a chi ha saputo lasciare un segno nel racconto cinematografico del nostro Paese.
Excellence Acting Award · Edizione 2026. I premiati di questa edizione: Monica Guerritore, Ficarra e Picone, Marco Risi, Laura Morante e Rocco Papaleo.
Laura Morante è arrivata a Milazzo anche nelle vesti di autrice, presentando il suo libro “Brividi Immorali” — a conferma di come il Festival sappia ospitare non solo l’attore, ma l’artista a tutto tondo. Altrettanto prestigiosi gli altri artisti che hanno preso parte alle quattro serate. A Milazzo, infatti, sono arrivati Giampaolo Letta, il regista esordiente Alberto Palmiero e l’attrice Gaia Nugnes. Ma anche l’atleta paralimpico Andrea Devicenzi e Giuseppe Gibilisco, campione mondiale di salto con l’asta e bronzo olimpico. E poi Maddalena Ravagli e Leonardo Fasoli sceneggiatori di Gomorra e Laura Formenti.
I quattro giorni del Festival si sono articolati su due binari paralleli: al mattino, gli incontri dedicati alle scuole — con un lavoro diretto sulle nuove generazioni e sulla cultura cinematografica come strumento educativo; alla sera, la proiezione dei cortometraggi in gara, nazionali e internazionali, cuore competitivo della kermesse.
La storia del Milazzo Film Festival è, in fondo, una storia di ostinazione. Nasce nel 2006, quando l’Associazione “L’Altra Milazzo” decide di scommettere sulla città — renderla viva, farne un luogo di cultura e identità. Poi arriva una pausa, lunga quasi un decennio. Ma dopo la pandemia il Festival torna, e torna con un messaggio ancora più netto: diffondere la cultura del cinema a trecentosessanta gradi, fuori stagione, fuori dai circuiti consueti. La scelta di destagionalizzare la kermesse — spostandola lontano dall’estate turistica — è essa stessa una dichiarazione: Milazzo non è solo una destinazione estiva. È un luogo che pensa, che produce, che resiste.
A guidare la direzione artistica, con la competenza e il profilo che il progetto merita, Caterina Talarico e Mario Sesti — due nomi che garantiscono visione e radicamento nel cinema che conta.
E il prossimo anno? Il lavoro è già iniziato. Sei mesi di preparazione, gli ultimi due di intensità crescente — come si conviene a chi sa che fare un festival bene non è una questione di settimane, ma di dedizione continua. Milazzo, ancora una volta, ha già deciso di esserci.
Il Milazzo Film Festival è organizzato dall’Associazione “L’Altra Milazzo”. Direzione artistica: Caterina Taricano e Mario Sesti.