di Marco Musmeci
Una sera con AKI
Quella sera non era successo niente.
Nessuna brutta notizia.
Nessuna discussione.
Eppure avevo addosso una sensazione strana.
Una stanchezza diversa dal solito.
Di quelle che non sai spiegare.
Ero seduto sul divano.
Aki, il mio Shiba, dormiva dall’altra parte della stanza.
A un certo punto si è alzato.
È venuto verso di me piano.
Si è fermato davanti alle mie ginocchia.
Niente feste.
Niente scodinzolate.
Mi ha guardato.
Poi ha appoggiato la testa sul mio ginocchio.
È rimasto lì.
In silenzio.
In quel momento mi è venuto da pensare che gli animali capiscono cose che noi spesso perdiamo.
Non parlano.
Non fanno ragionamenti.
Ma sentono.
Sentono quando qualcosa dentro di noi cambia.
Un respiro diverso.
Un silenzio più lungo del solito.
Una tensione che non si vede.
Noi tante volte non ce ne accorgiamo nemmeno.
Loro sì.
Forse è quello che chiamiamo sesto senso.
Ma per gli animali non è niente di speciale.
È solo il loro modo di stare nel mondo.
Non sono distratti.
Non hanno la testa altrove.
Non stanno pensando a ieri.
Non stanno correndo verso domani.
Sono qui.
Quando un cane si sdraia accanto a te non sta cercando di sistemare la tua giornata.
Sta solo restando.
E a volte quella presenza basta.
Aki quella sera è rimasto lì fino a quando non mi sono alzato.
Non so quanto tempo è passato.
So solo che quando mi sono mosso,
stavo respirando diversamente.