In Olanda era già una realtà negli anni Settanta. In Italia lo stiamo scoprendo adesso — e forse è proprio il momento giusto. Al Policlinico di Messina apre una stanza multisensoriale per i bambini della Neuropsichiatria Infantile: un luogo dove guarire passa attraverso la luce, il suono, il tatto.
Meglio tardi che mai, si dice. E in questo caso, il ritardo ha quasi il sapore di una promessa mantenuta. La stanza Snoezelen — un ambiente multisensoriale controllato nato in Olanda negli anni Settanta come strumento di cura e benessere — ha finalmente trovato casa anche alla Neuropsichiatria Infantile del Policlinico di Messina. Dal 4 marzo 2026, quel reparto ha un luogo nuovo: non una sala medica nell’accezione tradizionale, ma uno spazio dove la terapia avviene attraverso la luce, il suono, il tatto, il profumo.
L’inaugurazione, accompagnata dalle note del gruppo musicale dell’IC Pajno-Gravitelli di Messina, ha avuto il tono di una piccola cerimonia d’apertura — perché di apertura si tratta, in senso profondo. La stanza è un dono: a renderlo possibile sono stati i Lions International Distretto 108Yb Sicilia e la Fondazione Ste.La, il cui contributo ha trasformato un progetto in realtà concreta.
Non la malattia al centro, ma la persona. È questo il principio che la stanza Snoezelen incarna da mezzo secolo — e che oggi, finalmente, arriva anche nel Sud Italia.

Ma cosa accade, esattamente, dentro quella stanza? Il metodo Snoezelen — termine che in olandese fonde i verbi “snuffelen” (annusare, esplorare) e “doezelen” (rilassarsi, sonnecchiare) — si fonda su un assioma tanto semplice quanto rivoluzionario: non è la malattia il centro dell’intervento, ma la persona. L’ambiente è progettato per offrire una moltitudine di stimolazioni sensoriali — visive, uditive, tattili, olfattive, propriocettive, vestibolari e persino gustative — in un contesto di totale sicurezza e assenza di pressione. Non ci sono obiettivi da raggiungere, performance da dimostrare. C’è solo l’incontro tra il bambino, il suo tutor di affiancamento e uno spazio che accoglie.
Le applicazioni cliniche sono molteplici. La stanza è indicata per bambini con disturbi del neurosviluppo e psichiatrici, in particolare quelli che presentano comportamenti disfunzionali agli estremi opposti dello spettro: dai profili esternalizzanti — impulsivi, esplosivi — a quelli internalizzanti, caratterizzati da ritiro sociale e chiusura. In entrambi i casi, l’ambiente sensoriale controllato offre ciò che spesso manca nei contesti ordinari: un ritmo su misura, uno stimolo calibrato, un momento di pausa rigenerativa.
Lo Snoezelen è già diffuso nelle scuole italiane come strumento di gestione adattiva per bambini con bisogni speciali. L’adozione in contesto ospedaliero, all’interno di un reparto di Neuropsichiatria Infantile, rappresenta un passo ulteriore: la stanza diventa così parte integrante del percorso terapeutico, affiancando le cure tradizionali con momenti di benessere esperienziale.
La UOC di Neuropsichiatria Infantile dell’AOU G. Martino di Messina, diretta dalla professoressa Gabriella Di Rosa, si dota così di uno strumento che integra e arricchisce i percorsi già attivi — tra cui il progetto dedicato all’autismo “Il Brucaliffo”, coordinato dalla dottoressa Marilena Briguglio insieme alla neuropsicomotricista Francesca La Fauci Belponer. La stanza non sostituisce la terapia: la accompagna, la nutre, le dà respiro.
E forse è proprio questo il messaggio più bello che viene da Messina in questo inizio di primavera: che curare, a volte, significa semplicemente creare le condizioni perché un bambino possa sentirsi al sicuro. Dentro una luce morbida, un suono gentile, una texture inaspettata sotto le dita. Il resto, spesso, viene da sé.
Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato: la direttrice UOC NPI prof.ssa Gabriella Di Rosa, la dott.ssa Marilena Briguglio e la neuropsicomotricista Francesca La Fauci Belponer; per l’AOU, la direttrice amministrativa dott.ssa Elvira Amata e il direttore sanitario dott. Giuseppe Murolo; i referenti dei Lions International Distretto 108Yb Sicilia e della Fondazione Ste.La; la dirigente dell’IC Pajno-Gravitelli prof.ssa Domizia D’Arrigo.