di Donatella Alibrandi
Il Terminal passeggeri intitolato a Omayma Ben Ghalloum: mediatrice culturale, ponte umano tra due mondi
Messina, 27 febbraio 2026. Il Terminal passeggeri del porto di Messina ha un nuovo nome. Da oggi si chiama Omayma Ben Ghalloum: mediatrice culturale, ponte umano tra istituzioni e migranti, donna che ha fatto dell’accoglienza una vocazione e della propria storia personale uno strumento di servizio agli altri.
La cerimonia si è tenuta in una mattina di luce tagliente e vento affilato sullo Stretto — una di quelle mattine messinesi che sembrano uguali a tutte le altre, ma questa volta qualcosa di diverso era nell’aria. Sulle pareti bianche del terminal è stata affissa una targa con una frase in italiano e in arabo: “Le donne sono il luogo dove la memoria diventa futuro.”
Chi era Omayma Ben Ghalloum
Omayma Ben Ghalloum ha lavorato per anni come mediatrice culturale per la Questura di Messina, diventando un anello di congiunzione fondamentale tra i migranti appena arrivati e le istituzioni locali. Mamma, moglie, migrante ella stessa, poi cittadina italiana: il suo percorso di vita era già, di per sé, un ponte tra due mondi.
Nel porto che oggi porta il suo nome, ha dato voce a chi aveva davanti il muro della lingua, e ascolto a chi portava il peso di un viaggio lungo e difficile. Non ha mai trattato l’immigrazione come un’emergenza da gestire, ma come una realtà umana da accompagnare con cura, competenza e rispetto — trasformando gli sbarchi in punti di partenza verso una vita integrata e dignitosa.
In quel porto, lei stessa era un porto.
Una targa, un messaggio universale
La scelta di intitolare il Terminal passeggeri a una donna come Omayma non è solo un atto commemorativo. È una dichiarazione di valori scritta in un luogo di passaggio per eccellenza — uno spazio che ogni giorno accoglie partenze, ritorni, nuovi inizi.
La frase incisa sulle pareti, in italiano e in arabo, funziona come un doppio binario: un messaggio che appartiene a tutti, che nessuna lingua possiede da sola. Un invito a continuare ciò che Omayma ha iniziato — non come commemorazione, ma come pratica quotidiana.
Messina, crocevia del Mediterraneo
Il porto di Messina non è un luogo qualsiasi. È il punto in cui la Sicilia incontra il continente, in cui il mare si restringe e le distanze si accorciano. Un crocevia che da secoli raccoglie storie di partenze e arrivi, di addii e ritorni. Dargli il nome di una donna che ha scelto di farne il luogo della propria missione significa riconoscere, pubblicamente, che l’accoglienza non è un optional — è l’identità più profonda di questo angolo di Mediterraneo.
Porto Omayma Ben Ghalloum. Messina. Da oggi, approdare qui significa incontrare un nome. E quel nome racconta che esiste una bellezza possibile: quella di chi sceglie di diventare, per gli altri, un approdo.
Donatella Alibrandi