Da rudere abbandonato a laboratorio di bellezza. Nasce a Milazzo Asylum, il Museo delle Arti Marinare: un progetto voluto e sostenuto dal Comune e dalla Regione siciliana, che ha creduto nella sua visione fino in fondo. L’ex Asilo Calcagno prende vita quindi e diventa un luogo attraibile per gli amanti dell’arte, ma non solo. Asylum è anche uno spazio di sperimentazione tecnologica dove la tradizione assume nuove identità.
Il museo si sviluppa su due piani e racconta il mare attraverso gli occhi di chi lo ha fatto arte. In esposizione le opere di Emilio Isgró, maestro della cancellatura e della parola come materia visiva; Renato Guttuso, voce potente del realismo italiano; Joan Miró, il surrealista che trasformava il mondo in simbolo; Hans Bellmer, inquieto esploratore dell’inconscio; Salvo, pittore della luce e della memoria. E non ultimo Giuseppe La Spada, direttore artistico del Museo, la cui presenza si sente in ogni sala.

Al piano superiore le sue opere dominano la scena con un’installazione che unisce alta tecnologia digitale e sensibilità arcaica: il legame tra l’archetipo femminile e l’elemento acqua prende forma visiva con un’intensità che lascia senza fiato. L’intero museo è, del resto, l’espressione di una ricerca artistica che sa riprendere il passato e restituirlo attraverso strumenti multisensoriali: il risultato è un’esperienza immersiva nelle tradizioni marinare di Milazzo, ma anche nel mare come elemento ontologico, come qualcosa che precede e supera l’esistente.
Nelle sale interattive il suono del mare accompagna la fruizione visiva del visitatore. Al piano superiore l’immersione diventa totale: un visual tridimensionale dà vita alla pittura di Aivazovsky, e il confine tra osservatore e opera scompare. Installazioni coinvolgenti, elementi naturali che incontrano l’opera umana, dimensioni coesistenti che si rivelano tutte insieme, nello stesso istante in cui la percezione accade.
«Questa non è soltanto una mostra sul mare — afferma Giuseppe La Spada. È anche una mostra sulla vita che accade accanto al mare: nelle strade, nei cortili, nella memoria collettiva dei luoghi».
Asylum restituisce anche un linguaggio, quello marinaro: termini che sembrano salire dalle profondità del mare, viscerali e oscuri al profano, usanze e attrezzi che solo i pescatori conoscono davvero. Uno spazio rinnovato che torna a vivere al centro del Mediterraneo, per offrire al visitatore qualcosa di raro — un’esperienza mistica, godibile in tutta la sua intensità.
«Il mare non è mai solo acqua — dice La Spada. È memoria, è identità, è il confine mobile tra ciò che siamo e ciò che potremmo immaginare di essere».
Gli orari di apertura saranno comunicati prossimamente.