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La serratura del desiderio. Girolamo Orlando incontra FirmiAMO®: la Sette Veli si reinventa

“Il cibo può essere seducente come uno sguardo. Può chiamarti a sé, invitarti, farti desiderare di avvicinarti.”


C’è qualcosa che Girolamo Orlando, chef palermitano, sa con certezza: il piacere comincia prima del primo assaggio. Comincia nel momento in cui ci si avvicina, nel momento in cui si desidera. E questa certezza ha preso la forma di una Sette Veli reinventata: non più il tradizionale dolce da pasticceria, ma un dessert al piatto con una propria consistenza e un’anima nuova — una dolce rivoluzione nata dal genio creativo di Orlando, capace di rendere ogni portata un’attesa carica di desiderio. Un invito alla curiosità. Un’esplosione di dolcezza racchiusa in una forma creata ad hoc per stupire i commensali.

Un’icona vivificata, non dissacrata

La Torta Sette Veli nasce nel 1997 dall’ingegno di Luigi Biasetto, Cristian Beduschi e Gianluca Mannori: una stratificazione di cioccolato che è, prima di tutto, un’idea — moltiplicare il piacere per strati, costruire la golosità come un’architettura. Da quel momento, quasi tutti i grandi pasticceri italiani si sono misurati con questa icona. Pochi hanno osato davvero reinterpretarla.

“Non sono alla ricerca della chiave che apre tutte le porte, ma di quella serratura che si sblocca solo con il mio sbirciare.”

Girolamo Orlando

Orlando osa. Ma lo fa con la consapevolezza di chi non vuole scalfire un simbolo — vuole renderlo più esplicito, più raccontato, più vivo. Il suo gesto non è una dissacrazione. È una vivificazione.

Girolamo decostruisce il concetto, lo segmenta in più fasi con lo stesso filo conduttore, restituisce al fruitore la memoria del perché quel nome esista. I sette veli non sono solo strati di cioccolato: sono un’immagine, un corpo che si svela. E quale forma migliore di una serratura — il punto esatto tra il nascosto e il rivelato — per raccontarlo?

La forma come racconto: la collaborazione con FirmiAMO® LAB

Per dare corpo a questa idea, Girolamo si è avvalso di Anna Sircola di FirmiAMO® Le Tue Creazioni, laboratorio torinese che ha fatto della personalizzazione il proprio linguaggio d’arte. Ma FirmiAMO® non è semplicemente un fornitore di accessori per pasticceria: è uno studio creativo che trasforma idee in oggetti unici. Che si tratti di un disegno abbozzato su carta, di un’ispirazione improvvisa o di una forma studiata — Anna Sircola la ascolta, la interpreta e la traduce in uno stampo su misura, un timbro, uno stencil, una texture, un accessorio che non esisteva prima e che non esiste da nessun’altra parte. Ogni pezzo nasce su commissione, nelle forme e nelle dimensioni richieste, con materiali che vanno dalla bioplastica conforme al contatto con alimenti al plexiglass, dal legno al silicone alimentare: un artigianato preciso e visionario, capace di fare di un’intuizione uno strumento professionale.

È questa la filosofia di FirmiAMO® Le Tue Creazioni: un’ idea — o anche solo una visione — diventa materia. Uno stampo. Un segno. Una firma. Una storia commestibile.

Per questo progetto, Anna Sircola ha disegnato e realizzato lo stampo della serratura su misura per Girolamo: un oggetto che non esisteva, nato da un dialogo tra due creativi, un atto di co-creazione in cui lo stampo non è un supporto neutro ma la prima forma del racconto. È il punto in cui il concetto diventa materia, in cui il sogno diventa dolce.

Anna Sircola – FirmiAMO® Le Tue Creazioni

È questa la filosofia di FirmiAMO® Le Tue Creazioni: un’ idea — o anche solo una visione — diventa materia. Uno stampo. Un segno. Una firma. Una storia commestibile.

Per questo progetto, Anna Sircola ha disegnato e realizzato lo stampo della serratura su misura per Girolamo: un oggetto che non esisteva, nato da un dialogo tra due creativi, un atto di co-creazione in cui lo stampo non è un supporto neutro ma la prima forma del racconto. È il punto in cui il concetto diventa materia, in cui il sogno diventa dolce.

“Mi piace ricercare, inventare dando uno sguardo nuovo sulle cose”, afferma Girolamo. Ed è esattamente quello che accade quando due professioni si incontrano così: il pasticcere porta il desiderio, l’artigiana porta la forma, e ciò che esce non era prevedibile prima.

Un percorso sensoriale costruito per sedurre

La composizione è studiata elemento per elemento, con la cura di un gioielliere che forgia ogni pezzo sapendo il posto che occuperà nel disegno finale. Si parte dalla pura sensualità del cioccolato, unita alla dolcezza della bavarese alla nocciola — golosità per eccellenza — e all’eleganza di una chantilly alla vaniglia con ricetta originale francese, omaggio alla tradizione che Orlando non tradisce mai. Seguono i fiori di peperoncino, che creano l’energia del piatto, accentuano il movimento, portano un pizzico di brio capace di accenderlo senza sopraffarlo. Una quenelle di gelato alla fragola su meringa cotta, pepite d’oro alimentare, basilico greco, una macedonia di fragole al limone e una fragola intera ricoperta di cioccolato fondente al 70%.

Il rosa e il nero. La frutta e il cioccolato. La leggerezza e la densità. “Ho studiato tutti gli elementi uno per uno”, dice lo chef. “Ad ogni cosa ho voluto restituire un’identità forte.” L’accostamento non è decorativo: è la seduzione resa donna, è il contrasto che la massimizza.

Una formazione che guarda lontano

La sensibilità di Orlando non è casuale. Tutto inizia quasi per caso, quando da studente dell’Istituto Alberghiero Pietro Piazza di Palermo il suo insegnante di pasticceria mostra alla classe la versione rielaborata della Sette Veli: in quel momento Girolamo scopre non solo la sua passione per la cucina, ma la sua vocazione — non limitarsi a cucinare, ma creare, inventare. Da Palermo alla prestigiosa École Gastronomique Bellouet Conseil di Parigi, passando per le vittorie in competizioni nazionali e internazionali, si è costruito un professionista che vede la cucina come chi non la considera un semplice scopo, ma un mezzo per diventare informazione. Un’informazione fatta di colori, di parole, di energie che si introducono nel corpo e vengono trasmesse a chi consuma quella informazione.

Perché — e questa è la prospettiva che cambia tutto — ciò che conta non è mai la materia in sé, ma il significato che essa porta con sé. Il piatto è uno specchio. Racconta qualcosa di noi: la nostra sensualità, la nostra curiosità, il nostro bisogno di essere attratti prima di cedere.

E il piacere, quello vero, comincia ancora prima — nel momento esatto in cui ci si avvicina a una serratura e ci si chiede cosa ci sia dall’altra parte.


Le fotografie di questo progetto sono di Giuseppe Fricano.

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L'Autore

Elena Grasso

Redattore di Aureè Magazine. Scrive di cultura, estetica e pensiero contemporaneo.