di Sabrina Assenzio
C’era una volta il lucidalabbra alla fragola e qualche spruzzata di profumo della mamma, tanti brillantini con i colori degli unicorni. Adesso i corridoi delle profumerie si sono popolati di clienti decisamente insolite: bambine e pre-adolescenti alla ricerca dell’ultimo siero ai peptidi virale sui social. Battezzate dai media come le “Sephora Kids”, queste giovanissime consumatrici stanno adottando routine di bellezza complesse, troppo complesse.
Questa tendenza nei bambini non è un dettaglio estetico, rappresenta un cambiamento impattante. Assistiamo ad una trasformazione culturale profonda nel modo in cui le bambine crescono e diventano donne e nel valore che danno al rapporto tra benessere e cura di sé, con un sintomo di adultizzazione precoce.
Nuovi studi, segnaliamo quello di Boston Consulting Group, rivelano che negli USA gli adolescenti rappresentano circa il 10% dell’attuale mercato beauty, con una crescita di interesse sia tra maschi che tra femmine. Molte bambine tra i 9 e i 13 anni usa prodotti contenenti attivi esfolianti come alfa-idrossiacidi, che vanno ad aggredire la loro pelle non adatta a questi principi attivi.
SOS pelle: una barriera sotto attacco
Il problema non è volersi bene, anzi questo è un valore da trasmettere, ma Ingredienti come il retinolo, la vitamina C e l’acido salicilico, sono ottimi principi attivi sulla pelle per gli adulti, ma diventano pericolosi per una barriera cutanea sensibile, con caratteristiche diverse da una pelle adulta.
L’applicazione di attivi così aggressivi su una pelle giovane è un errore:
Gli attivi aggressivi possono sensibilizzare la pelle in modo profondo.
Effetto “Boomerang”: Invece di ottenere un viso radioso, il rischio è di ritrovarsi con arrossamenti, bruciori e dermatiti da contatto.
Il paradosso della bellezza: Iniziare troppo presto non previene i problemi, ma spesso ne crea di nuovi, distruggendo la naturale barriera protettiva cutanea.
Se poi durante l’infanzia o l’adolescenza comparissero problemi cutanei o acne, la soluzione non è nel “fai da te” dei social, ma sarà fondamentale affidarsi a un dermatologo, l’unico esperto in grado di prescrivere trattamenti mirati senza danneggiare il tessuto cutaneo. Prendersi cura di sé è una cura introspettiva, un atto d’amore da distinguere e proteggere da una inutile ossessione consumistica che non rende le nostre figlie principesse ma suddite del “non è mai abbastanza” ed è necessario distinguere tra igiene e ossessione, ed una maschera di bellezza colorata durante un pigiama party, è un gioco di complicità tra amiche.
Un rituale da condividere con mamma o amiche rafforza i legami. Piccoli gesti di relax che donano benessere e fiducia in sé stessi aumentano l’autostima. Proteggere la pelle dai danni del sole o da un clima troppo freddo con burro cacao, creme idratanti o prodotti con filtri solari è un gesto di cura anche per i bambini. La pulizia della persona è importante sin dalla tenera età, ma se si chiama Self-care diventa di tendenza.
Educare le bambine e i bambini a valorizzarsi ed a prendersi cura di sé, nel modo e nei tempi giusti, è fondamentale, perché questo li renderà resistenti contro il narcisismo dilagante. Infatti è nel valore che ognuno dà a se stesso la forza di non cercare l’approvazione di “essere giusti di stare al mondo” all’esterno. Parliamo loro con serenità dello standard mutevole del mercato beauty, pur tollerando capricci e bronci, e non abbandoniamoli davanti agli schemi degli schermi, è difficile ma adesso siamo noi i loro adulti di riferimento.