di Lavinia Mingarelli
Il 27 marzo 2026 si è svolta a Milazzo la dodicesima edizione della “Notte Nazionale del Liceo Classico”, un evento che, negli anni, è diventato un appuntamento distintivo del Liceo G.B. Impallomeni
Per una sera il liceo smette di essere soltanto un luogo di interrogazioni e verifiche e si trasforma in uno spazio vivo, capace di accogliere, raccontare e coinvolgere. La “Notte Nazionale del Liceo Classico” rappresenta molto più di una semplice attività scolastica: è un’occasione per mettere in luce la creatività e le tante capacità degli studenti, andando oltre la dimensione tradizionale dello studio.
“Crede che queste attività oltre le normali lezioni siano utili per la crescita dei ragazzi? Perché?”
“Certamente, sono delle attività che stimolano la fantasia e la creatività, l’estro dei nostri ragazzi, di voi cari ragazzi, e del resto se pensiamo che la scuola originariamente è ‘ludum’ cioè gioco e lo studio ‘studium’ cioè piacere. Quindi la scuola deve essere la vostra passione, perché sarà poi la vostra vita da adulti”. (Prof. Salvatore Italiano)
La serata si è svolta nell’Auditorium dell’istituto, alla presenza della dirigente scolastica, prof.ssa Francesca Currò, e ha dato inizio ad uno spettacolo fatto di riscoperta della cultura classica in chiave attuale. Il primo momento dell’evento è stato caratterizzato dalle rappresentazioni preparate dalle singole classi, tutte legate al tema dell’humanitas, concetto centrale della cultura classica che richiama valori come il rispetto dell’altro, la dignità umana, la consapevolezza di sé e il senso di appartenenza a una comunità. Ogni classe ha interpretato questo tema in modo diverso, attraverso scenette teatrali, dialoghi, momenti simbolici e riflessioni più profonde. Tra una rappresentazione e l’altra, si sono alternati balletti, canti e musica dal vivo, che hanno arricchito la serata rendendola dinamica e coinvolgente. Non si trattava solo di intrattenimento, ma di un modo per dimostrare come la cultura classica possa ancora oggi dialogare con linguaggi moderni, trovando nuove forme di espressione. Ed è proprio qui che emerge uno degli aspetti più significativi della Notte del Classico: la capacità di rendere attuali temi apparentemente lontani. L’humanitas, nata in un contesto storico completamente diverso dal nostro, continua infatti a parlare all’uomo contemporaneo. In un’epoca segnata da divisioni, conflitti e difficoltà nel riconoscere l’altro, riflettere su cosa significhi davvero essere “umani” diventa più che mai necessario.

“Cosa significa per te studiare il passato in una società così proiettata verso il futuro?”
“E’ importante per me studiare il passato, infatti notiamo che la storia segue sempre un circolo vizioso di guerre, perché l’uomo non apprende mai. Allora è importante formare le nuove generazioni studiando il passato ristudiando i classici, in particolar modo greci e latini, perché da essi possiamo trarre quella virtù che ci aiuta a sconfiggere le guerre e l’egoismo dell’uomo che vediamo in questi tempi aumentare in maniera esponenziale, quindi, riscoprire i classici è un prepararsi al futuro per viverlo meglio e per vivere anche in un mondo migliore.” (Andrea Mazzeo – 3ACL)
Le rappresentazioni degli studenti hanno mostrato come questi valori non appartengano solo al passato, ma siano ancora vivi, capaci di incidere sul presente e che la cultura classica, spesso percepita come distante, è invece uno strumento per comprendere meglio la realtà di oggi.
“ In che modo e perché ad oggi rappresentazioni come questa sono ancora così importanti?”
“Io ritengo che siano particolarmente importanti, in primis perché danno l’opportunità ai ragazzi di mettersi in gioco, di far valere tutte le loro abilità canore, recitative e quant’altro e ritengo anche che sia un momento importante per socializzare.” (Prof. Piero Coppolino)
Conclusa la prima parte, la serata è proseguita con una trasformazione delle aule scolastiche. Studenti e visitatori si sono spostati nelle aule, ognuna delle quali era stata allestita per rappresentare un parte diversa della città greca. Alcune classi hanno ricreato l’assemblea, dando vita a dibattiti e confronti che richiamavano la nascita della democrazia; altre hanno rappresentato l’Olimpo, mettendo in scena gli dèi e i loro rapporti con gli uomini; altre ancora hanno scelto ambientazioni più libere e suggestive, come i baccanali. Ogni aula diventava così uno spazio immersivo, capace di trasportare chi entrava in una dimensione diversa. Questa seconda parte dell’evento ha reso ancora più evidente quanto lo studio del mondo antico non sia solo teorico, ma possa trasformarsi in esperienza concreta. Camminare tra le aule ha significato, in qualche modo, attraversare simbolicamente una città antica, osservandone le dinamiche, i riti, i momenti di confronto e di festa. E alcuni hanno sottolineato quanto sia fondamentale soprattutto la preparazione a questo tipo di eventi, in quanto rafforza i rapporti tra gli studenti e aiuta a sviluppare le capacità creative.


“Anche con i ragazzi di prima con cui inizialmente non ci conoscevamo adesso c’è un bel rapporto, ma tra tutti i ragazzi in generale” (Giulia De natale – 4ACL)
“ E’ un motivo soprattutto anche di crescita personale, di gruppo e di classe che riesce a creare una bella sinergia fra i più piccoli e i più grandi che quest’anno faranno la loro ultima notte nazionale, ma questa sarà una delle esperienze che ci porteremo sempre e comunque nel cuore” (Antonino La malfa – 4ACL)
Ciò che ha reso davvero speciale la serata è stata , tuttavia, la partecipazione attiva degli studenti. Non spettatori, ma protagonisti di un lavoro costruito con impegno, tempo, collaborazione e creatività. In un tempo in cui la scuola viene spesso percepita come un luogo distante o rigido, iniziative come la Notte Nazionale dimostrano il contrario. Mostrano che la scuola può essere uno spazio dinamico, capace di stimolare il pensiero, di valorizzare le capacità individuali e di creare momenti di condivisione reale.
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