La bellezza unisce, educa, illumina
Sabato 7 febbraio, presso l’Auditorium di Pace del Mela (Me), è’ stata presentata la sfilata Vintart Butterfly. Anche quest’anno l’Istituto Ferraris della frazione di Giammoro, ha invitato l’Istituto S. D’Arrigo di Venetico Marina (Me), a partecipare alla sfilata annuale con un tema solo apparentemente scontato: la Bellezza, non come semplice apparenza, ma come armonia profonda tra corpo, cultura, pensiero e Arte.
La docente di Arte e Immagine dell’Istituto D’Arrigo, Prof.ssa Tiziana Cucé, ha progettato e realizzato Vintart Butterfly, un evento che ha rappresentato un esempio concreto di collaborazione tra scuola e famiglia: la collaborazione delle mamme è stata un atto di fiducia, di amore e di grande esempio educativo, un dialogo vivo e creativo che diventa progetto educativo nella realizzazione di una performance che ha unito moda, arte, danza e arti marziali.
La collezione Vintart Butterfly prende vita da questa visione profonda: unire il Vintage con la creazione contemporanea, abiti nati per dialogare con la memoria e trasformarla in presente, ispirandosi alla natura e alla salvaguardia della sostenibilità, intesa come responsabilità: salvare invece di eliminare, ricucire invece di dividere, unire invece di contrapporre. Un pensiero che va contro la logica dominante del nostro tempo, spesso abituato a separare che a comprendere.



La Geisha come ispirazione assoluta
L’ispirazione della collezione è nata dal pensiero di una femminilità consapevole, forte nella sua eleganza ma mai ostentata, in cui convivono grazia fisica, profondità culturale, disciplina interiore e bellezza artistica. La Geisha è anche messaggera di pace: non come assenza di conflitto, ma come misura, ascolto e rispetto reciproco. Il percorso si è’ concluso con l’abito da sposa, ispirato all’opera Madame Butterfly, ma qui liberato dal sacrificio umano e dall’attesa. Qui l’amore non ha contemplato la rinuncia, ma la scelta condivisa, dignità, compimento. E così la bellezza torna al suo significato più alto: non eliminare, ma custodire; non dividere, ma unire; non consumare, ma trasformare.

Trasmette l’amore per la bellezza
Questa la poetica che ha accompagnato da sempre la carriera della Prof.ssa Cucè durante gli anni del suo insegnamento in Design e Moda prima a Trieste e poi a Reggio Calabria, un lungo percorso che l’ha condotta infine all’Istituto di Venetico dove attualmente lavora. Sua l’eredità di Peppino Impastato:
“Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà”; Tiziana continua dicendo: “l’Arte come un inno all’educazione civile e alla ribellione contro il degrado sociale, un pensiero costante che mira a coltivare curiosità, stupore e senso estetico per contrastare la rassegnazione e l’abitudine al brutto”.
Un principio che si riconferma con gli alunni che hanno superato le migliori aspettative: Tanti gli applausi e i complimenti ricevuti, soprattutto perché, per molti di loro, era la prima volta che si esibivano su un palcoscenico. L’evento si è palesato come una grande festa per alunni, docenti e genitori, che apre il percorso a future esperienze che accrescono l’autostima, la capacità di mettersi alla prova, esprimere se stessi davanti al pubblico, lavorare in gruppo, aprirsi agli altri e migliorare la capacità di improvvisazione.
Menzioni Speciali
“Ringrazio i collaboratori al Progetto – conlcude la prof.ssa Cucé – la prof.ssa Giovanna Allia e Dario Giordano, tutte le mamme, in particolare l’Architetto Silvana Russo per aver contribuito alla realizzazione degli abiti e la professionista Katia Sindoni per aver arricchito la scenografia”.
La Bellezza, quando è vera, non divide: unisce. E quando entra a scuola, diventa educazione allo sguardo, al rispetto e alla relazione.



Dario Giordano