Due protagoniste del Cake Design si raccontano all’evento CioccolaMi
C’è un momento, davanti a certi dolci, in cui la mano si ferma. Non per golosità, ma per qualcosa di più antico e difficile da nominare — quella sospensione che appartiene all’esperienza estetica, al riconoscimento improvviso del bello. È quello che è accaduto all’evento CioccolaMi, svoltosi a Milazzo nel febbraio scorso, dove tra profumi di cioccolato e atmosfere festive, due protagoniste del cake design hanno portato una riflessione inaspettatamente profonda sul rapporto tra cibo, forma e bellezza.
firmiAMO®: il segreto è nella forma
Anna Siricola ha fondato firmiAMO® partendo da una domanda apparentemente semplice: cosa succede se la forma di un dolce non è un dettaglio secondario, ma il punto di partenza di tutto il processo creativo?

La risposta ha preso la forma — è il caso di dirlo — di una linea di stampi per crostate, pensati non come semplici utensili da cucina ma come veri e propri dispositivi progettuali. Il lavoro di Anna si muove in quel territorio di confine affascinante tra food design, eventi, ricerca formale e produzione artigianale evoluta, un luogo dove la pasticceria smette di essere solo tecnica e comincia a dialogare con l’architettura degli oggetti, con il design industriale, con l’idea stessa di progetto.
Le forme ideate da Anna sono un piccolo catalogo poetico: la regina di cuori, il ventaglio, la stella, la corona, i fiori, i personaggi. Ma è il sistema della biscrostata® componibile a rivelare la vera originalità del brand: ogni elemento può generarne un altro, due biscrostate® possono diventare una terza forma inedita, in un gioco di combinazioni che trasforma ogni produzione in un atto di invenzione. Una grammatica visiva dove il vincolo — lo stampo, la sagoma, il perimetro — diventa paradossalmente liberatoria.
“Il cibo che si eleva per entrare nella dimensione visiva e percettiva”: questa frase, che suona quasi come un manifesto, restituisce bene l’ambizione del progetto. firmiAMO® non produce semplicemente crostate belle. Propone un formato, una firma riconoscibile, un sistema di pensiero applicato alla pasticceria domestica e professionale. Un brand che ha saputo trovare nella forma il suo linguaggio più autentico. Scegli qui la tua biscrostata® preferita



Mimma Spanò: l’artigianalità come libertà
A Castanea, nella provincia di Messina, lavora invece Mimma Spanò, Cake Design Lovers Ambassador, e il suo approccio al dolce ha quella qualità rara che si incontra negli artigiani veri: la capacità di assorbire una tradizione — in questo caso quella del cake design di derivazione americana, ormai radicalissima anche in Italia — e di restituirla trasformata, personalissima, irriducibile al copia e incolla.

Perché nel lavoro di Mimma c’è qualcosa che sfugge alla classificazione. C’è una raffinatezza che incanta, una costruzione lenta del dettaglio, una libertà artistica che si percepisce immediatamente anche a chi non conosce le tecniche. Tra quelle che padroneggia, spicca la tecnica russa con la sac à poche, capace di trasformare la crema in tulipani di sorprendente realismo, architetture floreali che soddisfano la vista prima ancora del palato.
Ma è nell’utilizzo dei fiori edibili che Mimma esprime forse la propria poetica più compiuta. In un mondo degli eventi dove le sweet table sembrano spesso contenitori intercambiabili — elementi che mutano solo per colore e dimensione, ma restano sempre gli stessi — portare sulla torta la forma viva e imperfetta di un fiore vero è un gesto di fedeltà alla natura che ha il sapore di una scelta etica oltre che estetica. Non è una tecnica sofisticata, dice lei stessa. Forse è proprio per questo che fa la differenza.
Ogni sua creazione nasce da un momento di contemplazione e progettualità insieme. La torta nuziale realizzata a partire dalla partecipazione degli sposi — i loro colori, le loro forme, il loro immaginario — è l’esempio più eloquente di questo metodo. “Vedo un’idea su carta o discussa e immagino già la creazione che verrà”, racconta Mimma, “penso a un fiore e visualizzo la torta.” Un processo in cui l’ispirazione non precede il progetto, ma lo attraversa continuamente.
Quello che colpisce con più forza nelle sue creazioni è la completezza dell’esperienza sensoriale. Le decorazioni non sono accessori, sono componenti attivi del gusto. “C’è una dimensione tattile, olfattiva, gustativa che si aggiunge all’esperienza visiva”. Una frase che potrebbe stare in un testo di fenomenologia della percezione, e che invece descrive semplicemente il modo in cui Mimma Spanò pensa il suo lavoro ogni giorno.
Una pasticceria che guarda al futuro
Anna Siricola e Mimma Spanò vengono da percorsi diversi e lavorano con linguaggi diversi, eppure condividono qualcosa di essenziale, motivo per il quale collaborano lavorando a progetti comuni: la convinzione che il dolce possa essere luogo di ricerca, non solo di piacere. Che la pasticceria — domestica o professionale, formale o decorativa — possa aspirare alla stessa densità di senso che riconosciamo alla pittura, all’artigianato d’autore, al design.



È una filosofia che si trasmette attraverso corsi e workshop, che ispira ristoranti e appassionati, che trova sempre più interlocutori in una clientela desiderosa di cercare nel dolce non solo gratificazione, ma sorpresa ed emozione. Un approccio multisensoriale che, in fondo, non fa altro che restituire al cibo la sua dimensione più antica: quella di linguaggio, di gesto, di cultura.
Milazzo, per qualche giorno, ha saputo accogliere tutto questo con la grazia di chi riconosce il bello quando lo incontra.