Da un progetto dell’Architetto Gianfranco Naselli
Nel cuore di Milazzo sta prendendo forma un luogo straordinario, concepito come spazio dedicato alle relazioni autentiche. Si tratta di una piazza ancora in via di completamento, progettata dall’architetto Gianfranco Naselli con una visione chiara: creare un’oasi di ispirazione zen all’interno del tessuto urbano, che favorisca l’armonia interiore, il dialogo e la riscoperta della lentezza.
Il progetto si distingue per la sua fluidità e versatilità: dal gioco formativo all’organizzazione di eventi e mercatini, ma soprattutto per offrire uno spazio di ritrovo, con se stessi e con gli altri. Non a caso sono state scelte essenze particolarmente significative, come le canfore, alberi venerati in Giappone per la loro straordinaria resistenza. Si tratta di esemplari imponenti che nel tempo diventeranno rigogliosi, trasformando la piazza in un luogo sempre più ricco di vita.
“Tutte le aiuole sono state progettate per dare ampio spazio alle radici”, spiega Naselli. “La disposizione delle essenze segue un preciso ordine. Abbiamo utilizzato una pacciamatura realizzata con corteccia di pino. Ogni zona è stata studiata con effetti e aromi differenti: il rosmarino, la cineraria, il mirto creano grandi tappeti che generano un’armonia di odori e colori. Passeggiare qui diventerà un’esperienza sensoriale completa.”
Un aspetto particolarmente significativo riguarda le sedute, che saranno installate prossimamente: queste non ospiteranno alcun dispositivo tecnologico, una scelta deliberata per favorire il dialogo tra le persone. “Mentre in molti progetti urbani moderni sono previste prese USB per ricaricare smartphone e tablet, qui si è optato per un approccio opposto, che invita alla disconnessione digitale e alla riconnessione umana”, continua Naselli.


Di grande rilievo anche la pavimentazione drenante, caratterizzata dalla totale assenza di cemento. L’acqua defluisce direttamente nel terreno sottostante, senza massetti o ferri: solo terra e pietra naturale compongono un pavimento calpestabile e carrabile, di un caldo colore sabbia che richiama, insieme alle forme fluide delle aiuole, i giardini zen giapponesi.
“Il progetto nasce con l’intento di creare un luogo “Altro” –distaccato eppure situato nel cuore vivo della città – conclude. Un’oasi per coltivare quella dimensione interiore che troppo spesso viene trascurata nella vita urbana. Uno spazio per la lentezza, come contraltare del fare frenetico quotidiano, profondamente ispirato alla filosofia orientale”.
In un’epoca in cui le città sembrano progettate per accelerare il passo e moltiplicare le distrazioni, questa piazza si configura come un invito controcorrente: rallentare, respirare, incontrarsi. Un luogo dove la relazione – con se stessi, con gli altri, con la natura – torna a essere il centro, ricordandoci che l’architettura, quando è autentica, non costruisce solo spazi ma coltiva possibilità di esistenza.
Elena Grasso